Eventi - Mozart, Il sogno di Scipione | Teatro La Fenice

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MOZART, IL SOGNO DI SCIPIONE



Venezia: Teatro Malibran

Direttore: Federico Maria Sardelli

Regia: Elena Barbalich

Scene e Costumi: Accademia di Belle Arti di Venezia

Date e orari

Giorno

Data

Ora

Descrizione

Vendita

ven

08/02/2019

19:00

TURNO A

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dom

10/02/2019

15:30

TURNO B

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mar

12/02/2019

19:00

TURNO D

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gio

14/02/2019

19:00

TURNO E

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sab

16/02/2019

15:30

TURNO C

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cast

Scipione Valentino Buzza
Costanza Francesca Boncompagni
Fortuna Bernarda Bobro
Publio Giorgio Misseri
Emilio Luca Cervoni

Direttore Federico Maria Sardelli
Regia Elena Barbalich
Scene e Costumi Accademia di Belle Arti di Venezia

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Venezia
progetto Atelier della Fenice al Teatro Malibran

Orchestra del Teatro La Fenice







Non è chiara l’occasione per cui Mozart ebbe a mettere in musica questa serenata (forse l’anniversario dell’ordinazione dell’arcivescovo Schrattenbach, che però morì nel dicembre del 1771 e, quindi, cancellata tale festa, l’insediamento dell’arcivescovo Colloredo nella primavera successiva). Di conseguenza sono incerte sia le circostanze della prima rappresentazione, sia il periodo di composizione, che oscilla tra il 1771 e il 1772.

Il testo di questa azione teatrale, scritta a Vienna da Metastasio nel 1735 per la musica di Luca Antonio Predieri, si configura come una festa edificante tipica della tradizione cortese umanistico-illuminata, proposta artisticamente elaborata di un modello di umanità virtuosa. Addormentatosi nella reggia di Massinissa, Scipione l’Africano è trasportato in sogno nel cielo degli eroi, dove incontra la Costanza e la Fortuna, che lo attirano con reciproche promesse.

In mezzo a un gruppo di spiriti magni gli appaiono il nonno adottivo Publio Cornelio e il padre Emilio Paolo, con i quali discute del mondo, dei desideri e delle passioni degli uomini. Chiamato a scegliere tra Fortuna e Costanza, Scipione si lascia convincere dalle esortazioni di quest’ultima. La scelta è compiuta e il sogno è terminato. Gli interessi del compositore adolescente per l’orchestra sono evidenti già dalla sinfonia d’apertura (in due soli tempi: aggiunto il Finale KV 163, diverrà autonoma come Sinfonia KV 161).

Anche nelle nove arie la brillantezza e l’eleganza della scrittura sinfonica sono palpabili; dei due cori, "Germe di cento eroi" è notevole per l’impatto espressivo, mentre il magistero di Johann Christian Bach agisce nella densità espressiva del recitativo accompagnato conclusivo.