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Storia del teatro

1837 ( lll )

L'atrio e la facciata

1837
In occasione della ricostruzione dopo l'incendio, si rifecero anche gli stucchi dell'atrio del Selva per mano di Giambattista Lucchesi e Giambattista Negri, concordemente elogiati per lo " stupendissimo " risultato ottenuto sostituendo le scene affrescate del '700 con specchi e marmorini che mettevano in risalto l'architettura. Una "... maestosa scala in pietra con laterali balaustre, pur di pietra..." portava alla "...grande ricca sala ad uso di accademie musicali e di festini.... E' la sala decorata nelle pareti con pilastri corintii a stucco, fra i quali sono infisse otto specchiere di nove lastre con foglia per ciascuna, e con riquadratura di legno all'intorno indorata."

Qualche intervento toccò pure alla facciata sul Rio Menuo dove gruppi di putti a monocromo vennero affrescati nelle sette lunette del portico da Sebastiano Santi; mentre nel vestibolo dell'entrata via terra furono collocate due steli. Una a sinistra, opera di Luigi Zandomeneghi, raffigurante Carlo Goldoni; l'altra a destra, scolpita da Antonio Giaccarelli su disegno di Giambattista Meduna in omaggio al Selva, mentre sulla facciata faceva la sua comparsa la nuova insegna del Teatro in oro e celeste.

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