Santa Messa nella Basilica di San Marco - Teatro La Fenice

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Una Santa Messa nella Basilica di San Marco
per il trentennale dell’incendio che distrusse il Teatro La Fenice

Sabato 14 marzo 2026 alle ore 16.00 nella Basilica Cattedrale di San Marco, S. E. Il Patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia presiederà una Santa Messa nel trentennale dell’incendio che distrusse il teatro.

La celebrazione eucaristica, prefestiva della quarta domenica di Quaresima, domenica detta “Laetare”, dal nome dell’Antifona di Ingresso (“Rallegrati, Gerusalemme”: una “sosta” nel rigore del cammino quaresimale in vista della gioia delle celebrazioni pasquali ormai prossime) vedrà il coinvolgimento di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice che, sotto la direzione musicale di Andrea Chinaglia, eseguiranno pagine dalla Missa in do maggiore Spatzenmesse per soli, coro e orchestra e il mottetto «Ave verum corpus» kv 618 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Un prezioso capolavoro scelto per interpretare al meglio il sentimento di rinascita e la sacralità della memoria che si intende onorare. Le voci soliste saranno quelle del soprano Michela Antenucci, del contralto Anna Pennisi, del tenore Ruairi Bowen e del basso Arturo Espinosa. Maestro del Coro Alfonso Caiani.
Alcuni cantori della Cappella musicale Marciana, antica formazione corale che cura e accompagna tutte le celebrazioni della Cattedrale, eseguiranno altre parti in canto del proprio e dell’ordinario della Messa.

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) compose la Missa in do maggiore Spatzenmesse per soli, coro e orchestra kv 220 nel 1775, a soli diciannove anni di età, mentre si trovava a Monaco. La buffa e gioiosa denominazione – la traduzione letterale è ‘Messa dei passeri’ – è dovuta alle onomatopeiche acciaccature che risuonano nei violini nel Sanctus, che sembrano riecheggiare il cinguettio di questi uccelli. La prima esecuzione pubblica si svolse con tuta probabilità nel 1776, nel Duomo di Salisburgo. Di questa suggestiva Messa saranno eseguiti alcuni brani, in particolare Kyrie; Credo; Sanctus, Benedictus; Agnus Dei; sarà omesso dunque il Gloria, in pieno rispetto delle norme liturgiche del Tempo di Quaresima.

Meno di cinquanta battute di musica, un solenne e sommesso capolavoro. Il mottetto eucaristico in re maggiore scritto da Mozart nel giugno del 1791, sei mesi prima della morte, fu dedicato a Anton Stoll (1747-1805), amico personale della coppia Mozart e direttore del coro parrocchiale di Baden. Nella località termale, frequentata con assiduità da Constanze, Stoll si era prodigato per essere vicino alla donna in attesa del sesto figlio e il compositore si volle sdebitare con questa breve pagina che Stoll eseguì tra i canti per la festività del Corpus Domini. La semplicità del trattamento complessivo – che evidentemente tenne conto della destinazione amatoriale degli esecutori e della ristrettezza del luogo – insieme alla scorrevolezza soave della polifonia, fanno dell’«Ave verum», ultimo lavoro mozartiano sacro portato a termine, un vero e proprio gioiello musicale.