tenore Francesco Meli
baritono Luca Salsi
pianoforte Nelson Calzi
Il concerto propone un itinerario nel teatro verdiano attraverso alcune tra le più intense pagine per tenore e baritono, intervallate da due momenti pianistici di Franz Liszt. Ne risulta un percorso che alterna il dramma e la riflessione, la parola scenica e la trasfigurazione strumentale. Le arie di Verdi, tratte da opere diverse per epoca e atmosfera, compongono un affresco coerente della sua visione dell’uomo, del destino e della storia, in cui la voce diventa veicolo di passione, memoria e conflitto morale. Le parafrasi pianistiche di Liszt, ispirate a Schumann e a Verdi, offrono invece pause di riflessione e di sublimazione sonora, trasformando il canto e il dramma teatrale in puro gesto musicale.
Giuseppe Verdi
Don Carlo: «Io la vidi e al suo sorriso»
«È lui!… desso… l’Infante!»
«Son io, mio Carlo… Per me giunto è il dì supremo… Io morrò ma lieto in core»
Franz Liszt
Widmung s 566
Giuseppe Verdi
La forza del destino: «La vita è inferno all’infelice… O tu che in seno agli angeli»
«Morir!… tremenda cosa!… Urna fatale del mio destino»
«Invano Alvaro ti celasti al mondo»
Giuseppe Verdi
Otello: «Dio! mi potevi scagliar»
«Credo in un Dio crudel»
Franz Liszt
Rigoletto. Paraphrase de concert s 434
Giuseppe Verdi
Otello: «Non pensateci più… Ora e per sempre addio… Era la notte…
Sì, pel ciel…»