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TOMASO ALBINONI, ZENOBIA, REGINA DE’ PALMIRENI



Venezia: Teatro Malibran

Direttore: Francesco Erle

Regia: Francesco Bellotto

Date e orari

Giorno

Data

Ora

Descrizione

Vendita

gio

22/02/2018

11:00

Opera giovani

Non disponibile online

ven

23/02/2018

11:00

Opera giovani

Non disponibile online

sab

24/02/2018

19:00

fuori abbonamento

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cast da definire

direttore Francesco Erle
regia Francesco Bellotto

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
in collaborazione con Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia






Zenobia regina dei Palmireni è un’opera composta da Tomaso Albinoni nel 1694 per il teatro dei Santi Giovanni e Paolo su un libretto di Antonio Marchi. Si tratta della prima opera in musica del grande autore, contemporaneo di Antonio Vivaldi, oggi ingiustamente conosciuto più per il celebre Adagio per archi e organo composto in realtà dal musicologo Remo Giazotto nel secondo dopoguerra e falsamente attribuito proprio ad Albinoni. L’opera rientra a tutti gli effetti nella tradizione musicale del tempo, sempre molto pronta a riprendere temi caratteristici della grande storia romana, soprattutto se declinata nella sua variante imperiale, e racconta della potenza militare romana, della sua diffusione in tutto il mondo. La grandezza di Aureliano, imperatore e duce di tutte le armate imperiali, è maggiore quando sa compiere un passo indietro, sa rinunciare alla violenza nei confronti della vinta Palmira e sa scegliere tra i suoi sostenitori non gli infidi e i traditori bensì i consiglieri più acuti e più assennati. L’opera conta ben nove interpreti (siamo immediatamente prima della grande riforma di Apostolo Zeno e soprattutto quella di Pietro Metastasio) variamente distribuiti; l’organico strumentale prevede una orchestra d’archi con una tromba solista e una vasta regione di strumenti per il basso continuo, non esclusi quegli strumenti etnici che il doge Francesco Morosini aveva da poco vinto ai giannizzeri e portati a Venezia come parte integrante del bottino di guerra. Il lavoro, il cui fascino è oggi evidente proprio per le drammatiche vicende umanitarie ma anche artistico-archeologiche che coinvolgono la martoriata Palmira, è stato ripreso in forma scenica (ma con esiti francamente modesti) in Siria poco più di una decina di anni fa; rappresenta al contrario una novità assoluta per l’intera Europa