Eventi - Giacomo Puccini, Turandot | Teatro La Fenice

CALENDARIO

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GIACOMO PUCCINI, TURANDOT



Venezia: Teatro La Fenice

Direttore: Daniele Callegari

Date e orari

Giorno

Data

Ora

Descrizione

Vendita

ven

10/05/2019

19:00

TURNO A

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dom

12/05/2019

15:30

FUORI ABBONAMENTO

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ven

17/05/2019

19:00

FUORI ABBONAMENTO

Acquista online

dom

19/05/2019

15:30

TURNO B

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mar

21/05/2019

19:00

TURNO D

Acquista online

ven

24/05/2019

19:00

FUORI ABBONAMENTO

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sab

25/05/2019

15:30

TURNO C

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mer

29/05/2019

19:00

TURNO E

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cast
Turandot Oksana Dyka (10,17,21,25,29)
Calaf Andrea Carè (10,17,21,25,29), Valter Fraccaro (12,19,24)
Liù Carmela Remigio (10,17,21,25,29)

sito in costante aggiornamento per i restanti ruoli

Direttore Daniele Callegari

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Maestro del Coro Claudio Marino Moretti

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
progetto speciale Biennale Arte 2019








Turandot  è un’opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini e successivamente completata da Franco Alfano. La prima rappresentazione ebbe luogo nell’ambito della stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, con Rosa Raisa, Francesco Dominici, Miguel Fleta, Maria Zamboni, Giacomo Rimini, Giuseppe Nessi ed Aristide Baracchi sotto la direzione di Arturo Toscanini, il quale arrestò la rappresentazione a metà del terzo atto, due battute dopo il verso «Dormi, oblia, Liù, poesia!» (alla morte di Liù), ovvero dopo l’ultima pagina completata dall’autore, rivolgendosi al pubblico, secondo alcune testimonianze, con queste parole: «Qui termina la rappresentazione perché a questo punto il Maestro è morto.»

Le sere seguenti, l’opera fu messa in scena con il finale rivisto di Alfano, ma fu diretta da Ettore Panizza. Arturo Toscanini non diresse mai più l’opera. L’incompiutezza dell’opera è oggetto di discussione tra gli studiosi. C’è chi sostiene che Turandot rimase incompiuta non a causa dell’inesorabile progredire del male che affliggeva l’autore, bensì per l’incapacità, o piuttosto l’intima impossibilità da parte del Maestro di interpretare quel trionfo d’amore conclusivo, che pure l’aveva inizialmente acceso d’entusiasmo e spinto verso questo soggetto.

Il nodo cruciale del dramma, che Puccini cercò invano di risolvere, è costituito dalla trasformazione della principessa Turandot, algida e sanguinaria, in una donna innamorata.