Comunicati Archives - Page 117 of 120 - Teatro La Fenice

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Immagini, video e comunicati stampa di tutti gli eventi

STAGIONE SINFONICA 2003-2004 STILI & INTERPRETI Si veda comunicato stampa in formato PDF
GRANDI PRIME ALLA FENICE Tutte le Grandi Prime andate in scena al Teatro La Fenice.
LA FENICE IN GIAPPONE NEL 2005 Seconda tournée della Fenice in Giappone dal 3 al 20 maggio 2005 a Otsu e Tokyo
LA TOURNéE IN GIAPPONE NEL 2005 Le tappe della tournée della Fenice in Giappone nel maggio del 2005.
BREVE STORIA DEL TEATRO LA FENICE Si veda comunicato stampa in formato PDF
"IL PRINCIPE PORCARO" DI NINO ROTA - PRIMA MONDIALE Si veda comunicato stampa in formato PDF
"LA FINTA SEMPLICE" DI WOLFGANG AMADEUS MOZART AL TEATRO MALIBRAN DALL€™11 AL 19 FEBBRAIO 2005 Stagione Lirica 2004-2005 "La finta semplice" di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro Malibran L’opera buffa La finta semplice di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Marco Coltellini da Carlo Goldoni (in previsione dei festeggiamenti goldoniani del 2007), sarà rappresentata per la prima volta a Venezia, al Teatro Malibran, dall’11 al 19 febbraio (repliche 13, 15 e 17). Il nuovo allestimento vedrà la regia di Marco Gandini; Giuliano Carella sarà il direttore dell’Orchestra del Teatro La Fenice. Personaggi e interpreti principali: Elena de la Merced, Rosina; Gemma Bertagnoli Ninetta, Stefano Ferrari, Don Polidoro; Giorgio Caoduro, Don Cassandro; Silvia Tro Santafè (11, 13, 15, 17 febbraio 2005) Veronica Amarres (19 febbraio) Giacinta, Filippo Adami, Fracasso Alex Esposito Simone Composta fra l’aprile ed il luglio del 1768, La finta semplice rappresenta il primo cimento del dodicenne Mozart con la composizione di musiche su un libretto buffo italiano. Tale salto di qualità iniziava sotto i migliori auspici: dietro iniziativa del nuovo imperatore, Giuseppe ii, il teatro imperiale di Vienna – affidato, a causa della non facile congiuntura economica, alla gestione privata dell’impresario Giuseppe Affligio – offriva al giovanissimo Mozart la rara occasione di segnalarsi nel panorama internazionale come compositore d’opera. Promuovere il successo del figlio in veste di compositore era l’ovvio obiettivo perseguito da papà Leopold; la possibilità di realizzarlo in uno dei più prestigiosi teatri d’Europa, collaborando con artisti di fama e di grande professionalità , era un’occasione davvero unica. Anche il libretto, che Carlo Goldoni aveva scritto per il compositore napoletano Salvatore Perillo presentandolo a Venezia nel 1764, offriva delle buone chances al giovane Wolfgang: rielaborato per l’occasione da un poeta di chiara fama quale Marco Coltellini – l’autore del testo per l’acclamata Ifigenia in Tauride (1763) di Tommaso Traetta –, esso era singolarmente adatto alla messa in musica da parte di un adolescente, grazie al carattere intenzionalmente superficiale del plot, o al ricorso ai più tradizionali topoi dell’opera buffa, come, ad esempio la classica virtù femminile dell’astuzia o la parodia dell’opera seria. Restano per l’ascoltatore d’oggi ben udibili come punti di riferimento i nomi di Johann Christian Bach e di Christoph Willibald Gluck, o La buona figliola di Piccinni. L’opera fu purtroppo sottoposta ad un intenso fuoco di sbarramento da parte dei musicisti e degli artisti presenti a Vienna. Fra i detrattori di Mozart ha forse agito il timore di doversi confrontare con un nuovo concorrente, poco importa se solo dodicenne. Fu così che La finta semplice finì nel baule dei Mozart, di ritorno a Salisburgo. Ivi l’opera fu rappresentata nel teatro del palazzo arcivescovile il 1º maggio 1769.
MAOMETTO SECONDO DI GIOACHINO ROSSINI AL TEATRO LA FENICE DAL 28 GENNAIO AL 6 FEBBRAIO 2005 Stagione Lirica 2004-2005 Maometto secondo di Gioachino Rossini La Stagione Lirica 2004-2005 proseguirà con Maometto secondo di Gioachino Rossini su libretto di Cesare della Valle, al Teatro La Fenice dal 28 gennaio al 6 febbraio 2005; repliche il 30 gennaio, 2 e 4 febbraio 2005. Il nuovo allestimento proporrà la prima rappresentazione in tempi moderni della versione veneziana, data al Teatro La Fenice il 26 dicembre 1822, edizione critica a cura di Claudio Scimone, che dirigerà l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice; direttore del Coro Emanuela Di Pietro; regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. Gli interpreti saranno Lorenzo Regazzo, Maometto secondo; Federico Lepre, Selimo; Maxim Mironov, Paolo Erisso; Carmen Giannattasio, Anna; Anna Rita Gemmabella, Calbo; Nicola Marchesini, Condulmiero. Al 1820 risalgono sia l’opera Maometto secondo sia il modello letterario cui si rifece il librettista, Cesare della Valle: la tragedia Anna Erizo, vergata di suo stesso pugno. Quello di Maometto secondo ci appare un caso più unico che raro, nel quale la riduzione da una tragedia è avvenuta per opera del medesimo autore ed entro un ristrettissimo lasso temporale rispetto alla realizzazione dell’originale, destinato al teatro di prosa. Commissionata a Rossini da Domenico Barbaja, il celebre impresario alla guida del Teatro San Carlo di Napoli, cast a disposizione di Rossini per la prima (avvenuta il 3 dicembre 1820), si presentava ideale e comprendeva fra gli altri il soprano Isabella Colbran. Probabilmente furono le cospicue novità introdotte da Rossini nella composizione, tali da spingere l’invenzione musicale ben oltre ciò che per un pubblico italiano era lecito aspettarsi, a non suscitare gli entusiasmi previsti; lo stesso attaccamento di Rossini per questa sua creatura tuttavia ne testimonia l’importanza che le attribuiva, l’opera fu ripresa proprio a Venezia nel 1823, quindi subì una profonda revisione in vista della rappresentazione, col titolo Le siège de Corinthe all’Opéra di Parigi nel 1826. Esemplare è la ricchezza dell’orchestrazione, nonostante la quale Rossini rinuncia alla tentazione dei grandi clangori a favore di una magistrale trasparenza dell’ordito sonoro. Ciò comporta un impiego estremamente raffinato della tavolozza timbrica, con esiti di notevole delicatezza. La tendenza ad una libera gestione delle strutture è rappresentata dallo straordinario Terzettone del primo atto: un brano originale fin dal titolo (cui non è da escludere l’intento larvatamente ironico o autoironico dello stesso Rossini), la cui flessibilità formale consente di parlare d’una vera e propria invenzione della forma musicale e non conosce paragoni di sorta in alcuna opera coeva.