Comunicati Archives - Page 117 of 129 - Teatro La Fenice

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ERWARTUNG DI ARNOLD SCHOENBERG E FRANCESCA DA RIMINI DI SERGEJ RACHMANINOV AL TEATRO LA FENICE Il terzo appuntamento della stagione lirica 2007 della Fenice, propone, venerdì 16 marzo 2007 alle ore 19,00 al Teatro la Fenice, un inedito dittico dedicato al teatro musicale dei primi del Novecento: Erwartung (Attesa) (1909) di Arnold Schoenberg e Francesca da Rimini (1906) di Sergej Rachmaninov. Repliche domenica 18, martedì 20, giovedì 22 sabato 24 marzo 2007. La regia del nuovo allestimento è di Italo Nunziata, scene e costumi di Pasquale Grossi, maestro concertatore e direttore Hubert Soudant. L’interprete di Erwartung è Elena Nebera nel ruolo di Una donna; gli interpreti di Francesca da Rimini sono: Iano Tamar Francesca, Igor Tarasov nel doppio ruolo dell’Ombra di Virgilio e Lanciotto Malatesta , Sergej Kunaev in quelli di Dante e Paolo. Contributi video per Erwartung tratti dalle opere di Hannu Palosuo, mentre gli autori dei video per Francesca da Rimini sono Marzia Migliora, Elisa Sighicelli e Jacob Kirkegaard. Entrambe le opere vengono rappresentate in lingua originale con sottotitoli in italiano. Erwartung fu composto in quindici giorni nell’estate 1909 su libretto di Marie Pappenheim, poetessa della cerchia di Karl Kraus. La Pappenheim propose a Schoenberg un atto unico con un solo personaggio, che traeva origine da un’esperienza personale: Berta Pappenheim, la “Anna O.”degli Studien über Hysterie di Freud, era infatti sua parente. L’opera consiste in tre brevi scene seguite da un’ampia scena finale. Una donna (soprano) si inoltra in un’oscura foresta alla ricerca dell’amato. Il solo avvenimento concreto, la scoperta del corpo dell’amato ucciso, si verifica relativamente presto: nelle invocazioni del suo ininterrotto monologo si alternano disperazione e speranza, amore e gelosia, e si distingue a fatica tra passato e presente, tra l’amato morto e la vivida memoria di lui. Tema del lavoro è il disorientamento totale a fronte dell’impossibilità della comunicazione umana. Francesca da Rimini, opera in un prologo, due quadri e un epilogo su libretto di Modest Il’ič Čajkovskij, fratello del compositore, è l’ultimo dei tre atti unici di Sergej Rachmaninov, andato in scena al Teatro Bol’šoj il 24 gennaio 1906. L’argomento è desunto dal quinto canto dell’Inferno di Dante. Nell’organizzazione del dramma e orchestrazione si sente l’influenza dell’omonima fantasia sinfonica di Pëtr Il’ič Čajkovskij del 1876, ma non mancano accensioni wagneriane.
NUOVE MUSICHE D€™EUROPA ALLE SALE APOLLINEE DEL TEATRO LA FENICE Sabato 17 marzo 2007 alle ore 19.00 si terrà presso le Sale Apollinee del Teatro La Fenice il concerto «Nuove musiche d’Europa, diversità _8 », che vedrà impegnati I Virtuosi della Fenice (un ensemble cameristico formato da sette prime parti dell’orchestra del Teatro) diretti dal compositore austriaco Gerhard Krammer in un programma di musiche contemporanee in prima esecuzione assoluta o in prima esecuzione italiana. Il concerto è organizzato dalla Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con «Ziel1=Kunst=Ziel1», un progetto internazionale promosso dall’europarlamentare austriaca Christa Prets che ogni anno riunisce a Oslip, in Austria, un gruppo di artisti (pittori, scultori, grafici, musicisti) invitati a portare un loro contributo su un tema legato alle grandi questioni dell’unità europea. Nell’ottobre del 2004 i compositori del workshop presentarono i loro lavori a Venezia in un concerto intitolato «Nuove musiche d’Europa» che inaugurò la Sala Rossi del ricostruito Teatro La Fenice. L’iniziativa si ripete anche quest’anno con questo concerto alle Sale Apollinee (biglietto intero euro 12, ridotto studenti e anziani euro 5), che propone otto brani di giovani compositori dell’Unione europea, intercalati da proiezioni di video registrati durante l’ultimo workshop. Filo conduttore delle composizioni è il tema «diversità _8 » («rumore e armonia», «conflitto e ricomposizione», «unità e diversità »), sviluppato secondo modalità poetiche differenti con organici che vanno dal trio d’archi all’ottetto, con video e base elettronica preregistrata. In programma Z.O.Z. please turn over di Mayke Nas (Paesi Bassi), Open end del lussemburghese Camille Kerger, Oculi universalis della cipriota Maria Andreau, Ruáh di Slavomír Horínka (Repubblica Ceca), Die Linien des Lebens … della veneziana Maria Gabriella Zen, Trio#1 di Nuno Côrtez-Real (Portogallo) Sequenz – ContraSequenz dell’austriaco Gerhard Krammer (direttore e responsabile del progetto) e She came –I will go di Tadeja Vulc (Slovenia) L’ensemble dei Virtuosi è formato da Roberto Baraldi (violino), Daniel Formentelli (viola), Emanuele Silvestri (violoncello), Walter Marosi (contrabbasso), Vincenzo Paci (clarinetto), Roberto Giaccaglia (fagotto) e Andrea Corsini (corno) e Kiki Dellisanti (percussioni) GERHARD KRAMMER Nato nel 1965 a Oberwart, ha compiuto studi musicali, letterari e pedagogici a Oberschützen e presso la Kunstuniversität di Graz. Vive e lavora nel Burgenland. Dal 2001 è direttore musicale degli workshops internazionali «Ziel1=Kunst=Ziel1». Nell’ottobre 2004 ha diretto il concerto di inaugurazione della Sala Rossi al Teatro La Fenice. Le sue musiche sono state tra l’altro eseguite in Austria, Germania, Italia, Belgio, Francia, Lituania, Slovacchia e negli Stati Uniti.
POSTICIPATI DUE CONCERTI DELLA STAGIONE SINFONICA 2006/7 INCONTRI I due concerti della stagione sinfonica 2006/7 Incontri diretti dal maestro Michel Tabachnik inizialmente programmati per sabato 3 marzo e domenica 4 marzo 2007 al teatro La Fenice, rispettivamente in abbonamento turno S e turno U sono stati posticipati a sabato 31 marzo 2007 ore 20 turno S e domenica 1 aprile ore 17 turno U. Il programma rimarrà invariato, l¹Orchestra del Teatro La Fenice eseguirà infatti Eridanos di Iannis Xenakis, Improvvisazione n. 2 per orchestra di Bruno Maderna e la Sinfonia n. 1 in do minore op 68 di Johannes Brahms. Gli abbonati alla stagione sinfonica 2006/7, già tutti informati direttamente dello spostamento di date, potranno assistere al concerto nel rispettivo turno esibendo il normale tagliando di abbonamento.
SABATO 24 FEBBRAIO E DOMENICA 25 FEBBRAIO DUE CONCERTI DELL€™ORCHESTRA DELLA FENICE DIRETTI DA CARLO TENAN Il giovane direttore Carlo Tenan dirigerà sabato 24 febbraio 2007 alle ore 20,00 e domenica 25 alle ore 17,00 al Teatro La Fenice l’Orchestra del Teatro veneziano nell’esecuzione de le Matinées musicales op. 24 di Benjamin Britten tratte da brani di Gioachino Rossini, il recentemente riscoperto Concerto per fagotto e orchestra dello stesso Rossini (solista Roberto Giaccaglia) e la Quarta Sinfonia op. 60 di Ludwig van Beethoven. Il due concerti sono inseriti nell’ambito dei tre progetti che la Fenice rivolge quest’anno al territorio: «La Fenice per la Città », riservato ai residenti nel Comune di Venezia; «La Fenice per la Provincia», riservato ai residenti nella Provincia; e «Giovani a Teatro», tre progetti organizzati rispettivamente in collaborazione con le Municipalità del Comune di Venezia, gli Uffici Relazioni con il Pubblico della Provincia di Venezia e la Fondazione di Venezia. Biografia Carlo Tenan nasce in Italia nel 1969. Diplomato in oboe, pianoforte e direzione d’orchestra si è perfezionato in seguito con Hans Elhorst (oboe), Franco Scala (pianoforte) e Claudio Scannavini (composizione). Nel 1989 vince il concorso per primo oboe al Teatro Comunale di Bologna e per alcuni anni, sempre come oboista, collabora con la Filarmonica della Scala di Milano. Contemporaneamente, si dedica alla direzione d’orchestra dirigendo l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, I Virtuosi Italiani, l’Orchestra da camera di Padova e del Veneto, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra d’archi della Filarmonica Toscanini, l’Orchestra Sinfonica del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Collabora come assistente, alla preparazione di alcune produzioni dirette da Mtislav Rostropovitsch e Lorin Maazel . La collaborazione con la Filarmonica Toscanini, risale al 2002 quando - unico italiano tra i finalisti del primo concorso internazionale per direttori d’orchestra “Maazel/Vilar” - alle semifinali tenutesi al Royal College di Londra è notato da Lorin Maazel. Per quanto riguarda il repertorio operistico, Tenan ha diretto “Il ratto dal serraglio” “Il flauto magico” e ”Don Giovanni” Nel corso delle stagioni 2004/2005 e 2005/2006 ha diretto tra le altre l’Orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo, l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra Verdi di Milano, l’Orchestra di Santa Cecilia.
MéLI-MéLO II DELLA COMPAGNIA CHICOS MAMBO AL TEATRO MALIBRAN PER CARNEVALE Per il Carnevale 2007, La compagnia Chicos Mambo proporrà (il 15, 16, 17, 18 e 20 febbraio 2007 al Teatro Malibran) il suo ultimo spettacolo, Méli-Mélo II (le retour). Regia e coreografia di Philippe Lafeuille, costumi di Ramón Ivars, luci di Dominique Mabileau. Cinque rappresentazioni al Teatro Malibran dal 15 al 20 febbraio 2007. Dopo alcuni anni d’assenza dalle scene internazionali, la compagnia ispano-francese Chicos Mambo diretta dal danzatore e coreografo Philippe Lafeuille si ripresenta al grande pubblico con Méli-Mélo II (le retour) (sottotitolo: La danse dans tous ses états) che rilancia la felice formula di Méli-Mélo, del 1998. Nella migliore tradizione del cabaret trasformista, quattro soli danzatori interpreteranno, a ritmo indiavolato, una moltitudine infinita di personaggi diversi, tratti dall’intero arco della storia della danza. Esilaranti parodie del Lago dei cigni, del repertorio contemporaneo, della danza di corte o del pattinaggio artistico e perfino di Esther Williams o della Sirenetta formeranno uno spettacolo di livello tecnico e scatenata fantasia inventiva. Per i dettagli si veda il file pdf allegato.
OLA RUDNER DIRIGE MUSICHE DI BERIO, MAHLER E BRAHMS Settimo appuntamento con la Stagione sinfonica 2006-2007 «Incontri» sabato 27 gennaio 2007 alle ore 20.00 (turno S) e domenica 28 alle ore 17.00 (turno U) al Teatro La Fenice. Il direttore svedese Ola Rudner, già applaudito a Venezia nell’aprile scorso, dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice in un programma di grande continuità espressiva che prevede nella prima parte Requies per orchestra di Luciano Berio (scritto nel 1983 in memoria di Cathy Berberian) e l’Adagio della Sinfonia n. 10 in fa diesis maggiore di Gustav Mahler (unico movimento compiuto dell’ultimo grande lavoro sinfonico mahleriano) seguiti nella seconda parte dalla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms, prima tappa del ciclo completo delle quattro sinfonie del compositore amburghese che l’Orchestra della Fenice proporrà nel corso della stagione. Il concerto di domenica 28 è compreso nei tre progetti che la Fenice rivolge quest’anno al territorio (organizzati rispettivamente in collaborazione con le Municipalità del Comune di Venezia, gli Uffici Relazioni con il Pubblico della Provincia di Venezia e la Fondazione di Venezia): «La Fenice per la Città », riservato ai residenti nel Comune di Venezia; «La Fenice per la Provincia», riservato ai residenti nella Provincia; e «Giovani a Teatro». Luciano Berio iniziò a scrivere Requies nel 1983, all’indomani della scomparsa della prima moglie, il soprano Cathy Berberian, interprete e dedicataria negli anni precedenti di capolavori quali Sequenza per voce sola, Folk Songs e Recital I. Anche in Requies la vocalità della Berberian è ingrediente costitutivo, anche se ‘in assenza’: l’orchestra riverbera una linea melodica, «ma solo come un’ombra può descrivere un oggetto e un’eco può descrivere un suono». Non vi è melodia compiuta, ma solo allusione a una melodia attraverso un sottile gioco di risonanze strumentali, immerso in una sonorità morbida e avvolgente, quasi mahleriana. Nell’estate del 1910, durante le consuete vacanze a Dobbiaco, Mahler iniziò la composizione della sua decima e ultima sinfonia, che concepì in cinque movimenti: un Adagio iniziale, un primo Scherzo, un Intermezzo, un secondo Scherzo e un Finale. Una serie di impegni e circostanze familiari gli impedirono però di concludere la composizione prima dell’autunno, quando ricominciò a pieno ritmo l’attività di direttore d’orchestra. Mahler morì di setticemia all’inizio del 1911, lasciando solo il primo movimento compiutamente orchestrato, e gli altri quattro allo stato di abbozzo. Una sorta di libero recitativo delle viole seguito da due blocchi tematici, uno lirico e uno ironico, costituisce il materiale generatore dell’intero Adagio, una meditazione malinconica e notturna interrotta poco prima della fine da un pauroso accordo dissonante che si scioglie in una lunga catartica coda. Dopo la lunga e tormentata elaborazione della Prima Sinfonia, compiuta solo nel 1876 dopo 15 anni di gestazione, Brahms compose speditamente la Seconda, eseguita a Vienna il 30 dicembre 1877. «Una raccolta di valzer», «gaia e piacevole» e insieme «malinconica da non potersi sopportare» la definì scherzosamente lo stesso compositore, per sottolineare lo scioglimento del nodo creativo nei confronti della tradizione beethoveniana e il rinnovamento dall’interno della forma sinfonica grazie allo smussamento dei contrasti drammatici e all’affermazione di un mondo musicale intimo ed affettuoso in cui circolano liberamente il Lied, la variazione, la danza, la serenata e le più squisite idee cameristiche. OLA RUDNER Direttore svedese, dopo aver iniziato una bril¬lante carriera come violinista solista e come primo violino di importanti formazioni austriache, ha fondato nel 1995 la Philharmonia Wien ed è stato dal 2001 al 2003 direttore principale della Tasma¬nian Symphony Orchestra in Australia. Dal 2003 è direttore stabile dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, con cui conduce un’intensa attività con¬certistica. Ospite di istituzioni sinfoniche quali la BBC Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino e la Radio-Sinfonieorchester di Stoccarda, è an¬che apprezzato direttore lirico, attivo da tempo alla Volksoper di Vienna oltre che nei maggiori teatri scandinavi, australiani ed italiani.
IBM E FENICE BANDISCONO UN CONCORSO NAZIONALE PER STUDENTI DI LICEI ARTISTICI, ISTITUTI D€™ARTE, ACCADEMIE DI BELLE ARTI E FACOLTÀ DI ARCHITETTURA La Fondazione IBM Italia, in collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e con IBM Italia, bandisce il concorso nazionale “Tutti all’Opera - In Rete con la Fenice”. Il concorso, aperto agli studenti del 4° e 5° anno dei Licei Artistici e degli Istituti d’Arte e a tutti gli studenti delle Accademie di Belle Arti e delle Facoltà di Architettura presenti nel nostro Paese, è finalizzato alla realizzazione di un prodotto multimediale interattivo, ispirato all’opera lirica “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini. L’iniziativa prende spunto da Digital Sipario, una soluzione tecnologica messa a punto da IBM che raccoglie sul sito internet www.digitalsipario.it i video delle rappresentazioni più significative del teatro veneziano, arricchite di documentazione e contenuti collaterali (filmati, immagini, documenti, recensioni, spartiti musicali) provenienti dall’Archivio Storico della Fenice. Il Concorso vuole favorire proficue interazioni tra un teatro lirico di grande prestigio, come il Gran Teatro La Fenice, e i Licei Artistici, gli Istituti d’Arte, le Accademie di Belle Arti e le Facoltà di Architettura italiani. Inoltre, questa iniziativa si propone di stimolare le interpretazioni dell’opera lirica nei linguaggi più moderni e creativi, quali cartoni animati, videoclip, banner in flash, storyboard animati, con lo scopo di creare prodotti di comunicazione, di entertainment e di apprendimento destinati a pubblici differenziati. I lavori premiati saranno pubblicati su www.digitalsipario.it e potranno arricchire ulteriormente il sito di risorse preziose, in grado di contribuire allo sviluppo della cultura musicale del Paese. Le norme di partecipazione al concorso, che non ha alcuna finalità commerciale, sono regolate dal Bando, disponibile sul sito internet www.tuttiallopera.org. Il termine per la presentazione dei prodotti realizzati è fissato per le ore 18.00 del giorno 15 maggio 2007. Gli elaborati pervenuti entro tale data saranno valutati da un’apposita giuria e premiati con un montepremi del valore complessivo di oltre 20.000 euro, costituito da contributi in denaro e premi in materiale informatico. In allegato in Bando del Concorso in formato pdf. Fondazione IBM Italia Ufficio Stampa Stefano Mazzotti stefano_mazzotti@it.ibm.com 06.59660743 – 06.6793970 Fondazione Teatro La Fenice di Venezia Ufficio Stampa Barbara Montagner barbara.montagner@teatrolafenice.org
IL CROCIATO IN EGITTO DI GIACOMO MEYERBEER INAUGURA LA STAGIONE 2007 DEL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA La prima rappresentazione scenica in tempi moderni de Il crociato in Egitto, melodramma eroico in due atti di Giacomo Meyerbeer su libretto di Gaetano Rossi, programmata per la scorsa stagione ma posticipata al 2007 a causa dei tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo, inaugurerà domenica 14 gennaio 2007 alle ore 19.00 la Stagione lirica 2007 del Teatro La Fenice. Sei repliche, il 16, 17, 18 e 19 gennaio alle ore 19.00, il 20 e il 21 alle 15.30, in abbonamento nella Stagione lirica e balletto 2005-2006 (turno A il 14 gennaio , turno B il 21, turno C il 20, turno D il 17 e turno E il 19). Principale lavoro italiano del futuro autore di Le prophète e Les Huguenots, Il crociato in Egitto andò in scena per la prima volta proprio al Teatro la Fenice nel 1824. L’allestimento (regia, scene e costumi) sarà firmato da Pier Luigi Pizzi; l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice saranno diretti dal maestro francese Emmanuel Villaume, che ben potrà illuminare il caratteri di grand-opéra ante litteram della partitura. Interpreti delle due compagnie saranno Patrizia Ciofi e Mariola Cantarero nel ruolo della principessa musulmana Palmide; Marco Vinco e Federico Sacchi in quello di suo padre, il sultano Aladino; Laura Polverelli e Tiziana Carraro in quello di Felicia, nobile cristiana; Fernando Portari e Ricardo Bernal in quello di Adriano di Monfort, gran maestro dell’Ordine dei cavalieri di Rodi; Iorio Zennaro in quello di Osmino e Silvia Pasini in quello di Alma. Il ruolo di Armando d’Orville, il crociato, scritto a Venezia per il castrato Giovanni Battista Velluti ma dalla ripresa parigina del 1825 (quando fu cantato da Giuditta Pasta) riscritto per voce femminile en travesti, sarà in questa produzione sostenuto dai controtenori Michael Maniaci e Florin Cezar Ouatu, secondo la versione originale. Prima di legare indissolubilmente il proprio nome al più sontuoso dei generi operistici ottocenteschi, il grand-opéra parigino, con titoli di capitale importanza fra i quali Robert le diable (1831), Les huguenots (1836) e Le prophète (1849), Jakob Liebmann Beer – rinominatosi dal 1810 Giacomo Meyerbeer unificando i cognomi paterno e materno (Meyer) per volontà testamentaria del nonno – aveva sviluppato la propria carriera operistica in Italia, affermandosi fra il 1817 ed il 1825 sulle scene di alcuni fra i più importanti teatri musicali italiani, in collaborazione con due fra i maggiori librettisti della penisola: Felice Romani e Gaetano Rossi. Fra i titoli di questa produzione si ricordano l’opera semiseria Margherita d’Anjou (1820) e la successiva opera seria L’esule di Granata (1822), ambedue presentate al pubblico del Teatro alla Scala di Milano, ma soprattutto il melodramma eroico Il crociato in Egitto, che esordì con grande successo il 7 marzo 1824 a Venezia al Teatro La Fenice. Il progetto del Crociato in Egitto, compiuto con l’esperto librettista del teatro veneziano Gaetano Rossi, si fondava sulla falsariga di Semiramide, il capolavoro di Rossini presentato alla Fenice l’anno precedente (nel febbraio 1823). L’operazione andò pienamente a segno: Il crociato in Egitto ottenne un clamoroso successo, foriero di numerose repliche e riprese fino agli anni sessanta dell’Ottocento. Decisivo per la carriera di Meyerbeer fu soprattutto l’allestimento del 1825 al Théâtre des Italiens di Parigi, avvenuto grazie all’intercessione di Gioachino Rossini, che gli avrebbe aperto la strada verso la conquista dell’ambita capitale francese. Nei suoi aspetti stilistici e drammaturgici Il crociato in Egitto si propone come un’opera storicamente anticipatrice, presentando taluni tratti decisivi del futuro ‘grand-operista’ per definizione (quale sarebbe divenuto Meyerbeer nella memoria collettiva europea) quali l’inclinazione alla monumentale grandiosità , attinta con le cospicue dimensioni dell’opera ma anche con un impiego massiccio del coro (non altrettanto comune nell’opera italiana) e con l’impiego di musiche di scena che assumono carattere emblematico delle polarità in conflitto nella trama (memorabile nel finale primo lo scontro, musicale e scenico, fra due bande). ‘Grand-operistico’ ante litteram è anche, nella vicenda, l’intreccio tematico del destino individuale con un conflitto storico e pubblico, che ne Il crociato in Egitto risulta per di più già declinato nella forma del conflitto religioso, destinata a caratterizzare fortemente il maturo grand-opéra. L’ultima messa in scena veneziana risale al 1835.